Dalla toilette all’oceano: il percorso delle acque di scarico nel ciclo dell’acqua – e perché è importante
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Ogni risciacquo manda l'acqua in un viaggio che la maggior parte delle persone non vede mai. Questo viaggio – dal WC attraverso la rete fognaria e gli impianti di depurazione fino ai fiumi e infine all'oceano – è al centro di molti problemi idrici globali.
Infrastrutture datate, pressioni climatiche, inquinamento ambientale e crescente scarsità d'acqua sono strettamente legati al trattamento delle acque reflue. Chi comprende questo ciclo capisce rapidamente perché il risparmio idrico alla fonte sta diventando sempre più importante.

Il percorso delle acque reflue: dal WC di ritorno alla natura
1. Il risciacquo: dove si genera l'acqua reflua
Ad ogni risciacquo del WC, l'acqua potabile pulita diventa immediatamente acqua reflua. Nella maggior parte delle città quest'acqua entra in una rete fognaria e inizia il suo percorso verso un impianto di depurazione.
I WC svolgono un ruolo centrale nel consumo idrico domestico. In molte regioni lo scarico rappresenta una quota significativa del consumo quotidiano, rendendo gli impianti sanitari un punto chiave per il risparmio idrico.
2. Reti fognarie: infrastrutture invisibili sotto i nostri piedi
Le reti fognarie trasportano le acque reflue tramite pendenze e stazioni di pompaggio. Gran parte di queste infrastrutture è stata costruita decenni fa e oggi è sottoposta a crescenti pressioni dovute a crescita demografica, piogge intense, alluvioni e periodi di siccità prolungati.
La manutenzione e il rinnovo di questi sistemi è complessa e costosa – soprattutto nelle aree urbane densamente popolate.
3. Trattamento delle acque reflue: la depurazione prima della restituzione
Negli impianti di depurazione le acque reflue attraversano diversi stadi di trattamento. Vengono rimossi i solidi, il carico organico e nutrienti come azoto e fosforo, per proteggere corsi d'acqua ed ecosistemi.
In Europa i requisiti per il trattamento delle acque reflue sono in continuo irrigidimento. Sempre più attenzione viene rivolta anche alle sostanze in traccia come residui di farmaci e altri micropollutanti.
4. Sistemi fognari misti e sovraccarichi
In molte città si utilizzano i cosiddetti sistemi fognari misti, in cui acque meteoriche e reflue vengono convogliate nelle stesse condotte. In condizioni normali questo flusso viene completamente condotto a un impianto di depurazione e lì trattato.

In caso di eventi piovosi intensi o di scioglimento della neve, il volume d'acqua può però superare temporaneamente la capacità della rete, degli accumuli o degli impianti di depurazione. Sebbene tali situazioni dovrebbero essere rare secondo la pianificazione, nella pratica sono note e si manifestano soprattutto con l'aumento degli eventi di pioggia intensa.
Per evitare danni maggiori – come reflussi nelle abitazioni o inondazioni nelle aree pubbliche – i sistemi fognari misti sono progettati tecnicamente in modo da consentire scarichi controllati in casi eccezionali. In queste situazioni una parte delle acque miste può essere temporaneamente rilasciata in un corso d'acqua quando gli spazi di accumulo disponibili sono completamente saturi.
Questo funzionamento mostra chiaramente che, pur essendo progettati per la sicurezza, i sistemi fognari centralizzati possono comunque raggiungere i loro limiti in caso di carichi estremi e dipendere da regole di eccezione.
Ulteriori informazioni tecniche sul trattamento delle acque miste e sugli sfioratori si trovano nel portale RÜB-Wissen: Clicca qui .
5. Dai fiumi agli oceani
Dopo il trattamento – o in casi eccezionali dopo uno scarico di emergenza – l'acqua raggiunge i fiumi. Questi fiumi spesso fanno parte di bacini di approvvigionamento idrico e trasportano l'acqua fino alle zone costiere e agli oceani.
Di conseguenza, la qualità delle acque reflue influisce non solo sui corpi idrici locali, ma anche sugli ecosistemi marini e su regioni lontane dal punto di immissione originario.
Uno sguardo realistico al futuro
I sistemi fognari sono tra le infrastrutture più complesse della nostra società. Devono funzionare in modo affidabile – sia durante la siccità che nelle piogge intense, con carichi normali così come in situazioni eccezionali. Nessun sistema di queste dimensioni può operare in condizioni assolutamente prive di perdite o errori in ogni circostanza.
È quindi in una certa misura inevitabile che l'acqua in tali sistemi non venga sempre utilizzata in modo ottimale. In determinate situazioni può essere necessario convogliare l'acqua per prevenire danni maggiori. Questa realtà fa parte di una gestione delle acque reflue funzionante.
Allo stesso tempo cresce la consapevolezza che non ogni litro di acqua potabile debba essere necessariamente usato per lo scarico. Proprio qui entrano in gioco soluzioni complementari che possono alleggerire i sistemi esistenti – ad esempio l'uso di toilette a separazione.
Le toilette a separazione permettono di risparmiare acqua dove nella vita quotidiana viene spesso consumata inutilmente. Non sostituiscono gli impianti esistenti da un giorno all'altro, ma offrono la possibilità di ridurre gradualmente il consumo idrico – soprattutto in regioni o infrastrutture già fortemente sollecitate.

Dove si può risparmiare acqua, si ottiene sollievo: le toilette a separazione Separett come alternativa nella vita quotidiana.
Anche se non tutte le famiglie o le strutture possono effettuare subito la conversione, queste alternative dimostrano che esistono modi per sostenere a lungo termine i sistemi fognari. Meno acqua inutilmente scaricata significa meno pressione sulle reti e sugli impianti di depurazione – e maggiore margine per affrontare le sfide che questi sistemi dovranno continuare a gestire.
Non si tratta di un'alternativa esclusiva ma di una convivenza tra infrastrutture consolidate e nuovi approcci. I sistemi fognari restano necessari e importanti – ma soluzioni complementari possono aiutarli a diventare più resilienti e sostenibili.
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